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... che il potente spettacolo continua e che tu puoi contribuire con un verso ...
February 26

Parole.

Parole.

E come le parole anche tante altre sensazioni. Finisci per perderti così tanto in esse che ad un certo punto ti ci confondi e rischi di non uscirne più vivo. E non è giusto. Non più.

C’è stato il tempo dei pensieri e delle parole, quel tempo che è durato una vita intera, quel tempo che sembrava non avere mai fine, quel lento logorio che ad un punto indefinito si è arrestato. Ed ha assunto i contorni di un angelo, di una stella alata che mi ha preso per mano e ha provato a farmi volare. Ma per ogni metro percorso verso l’alto, un alito di vento accorreva veloce a spingerci di nuovo in basso, a riportarci sempre coi piedi sulla terra, a ricordarci che noi forse non abbiamo il diritto di essere felici.

Ho sempre detto, negli ultimi mesi, che per questi motivi la mia vita, dopotutto, non era così tanto cambiata. Ho rimproverato dicendo che nessuna pianta si innaffia da sola, ma bisogna versare dell’acqua per farla crescere. Ho esploso la mia rabbia quando ciò non accadeva. Ho dubitato di me stesso e mi sono interrogato sull’amore quasi come se volessi cercare il pretesto, il lasciapassare, come se dovessi conquistare il permesso di non perderla. Mi sono posto ogni tipo di domanda: se l’ho fatto solo per solitudine, per amore vero o per qualcosa che nemmeno io so; mi sono chiesto quale fosse la differenza tra l’amore e l’affetto e sono stato felice tutto le volte in cui mi sono ritrovato, con gesti istintivi, a mostrare a me stesso chiaramente che quegli stessi gesti li si fa solo per amore. Mi sono chiesto che cosa ha portato a spegnermi e dunque ho quasi convinto il mio stesso cuore che in amore non esistono momenti di ‘scarso entusiasmo’ e dunque dovevo lasciar perdere. E ci ho pensato migliaia di volte al giorno, ci ho pianto. Mi sono chiesto se fossi stato in grado di proseguire da solo: la risposta era affermativa ma la paura mi portava a chiedere: quanto avrei resistito ?

Ed ecco che tutto ciò si è fuso in una testa (la mia) portando quasi ad estraniarmi da me stesso: non ho trovato più piacere nei miei hobby, nella mia musica (nemmeno i Floyd), nell’uscire di casa e l’unico sollievo era il sonno. Nulla mi dava piacere, nemmeno l’idea di fare l’amore, causandomi immense e terribili frustrazioni. Alcuni pomeriggi ho sentito il mio corpo quasi muoversi da solo e desiderare di auto annientarsi, come se ne avessi perso il controllo e fossi costretto a guardarlo mentre eseguiva. Li sì che ho avuto paura di morire.

Poi, lentamente, ho cercato di rialzarmi. Ho stretto la mano all’angelo e le ho chiesto aiuto. A mente più lucida ho analizzato la situazione e cercato nel profondo di me quale fosse la mia reale volontà: ritornare ad amare il mio angelo. Così ho sorriso e mi sono rimesso sulla strada e lentamente adesso cerco di ripercorrere gli stessi splendidi passi già percorsi, fino a recuperare lo smalto perduto.

Ho quasi un enorme senso di colpa, a volte, ma sto imparando a passarci sopra perché so benissimo che è ingiustificato, e ho notato che giorno dopo giorno si affievolisce sempre più. Non m’importa di sapere se tutto ciò sia normale o meno: dopotutto, non c’è proprio nulla di normale in tutta questa storia. Ho persino paura di trovarmi faccia a faccia col mio angelo, quasi il timore di incontrarlo certe volte, ma poi l’istinto mi dice cosa fare - l'istinto mi da la forza di fare ogni cosa - e mi sento meglio e sorrido e mi sento vivo e felice e… E io ci cammino sopra, fino a vederne annientate tutte le possibilità di risalita, fino al giorno in cui, con piena convinzione dirò: “È finito l’inverno della mia anima”.

Parole.

Le parole sono sempre state il succo del mio animo: adoro scrivere storie, poesie, mi piace leggere e sono quattro anni che scrivo della mia vita su questo blog. So che potrebbe aiutarmi molto smettere di scrivere e pensare, per dedicarmi, dunque, alla vita reale, quella vita vissuta che ho perso sino ad ora. Dopotutto, non è mai tardi per recuperare, ed ora che ho trovato il carpe diem per farlo, il regalo più bello che la vita potesse farmi, sono le parole stesse a rivoltarsi contro di me.

Forse è arrivato il momento di iniziare, sul serio, a vivere, senza astio nei confronti di chi lo ha fatto prima di me. Tuttavia è inevitabile e non so per quanto ancora lo sarà: pensare a quel passato, a quella persona riprovevole, all’idea che le sue mani viscide e non solo abbiano toccato prima di me, mi fa schifo, di uno schifo che non ho mai provato in vita mia. Non mi fa schifo l’idea dell’esistenza di qualcuno prima di me, ma mi fa ribrezzo quel sentirmi involontariamente ma inevitabilmente ed in maniera continua in competizione con quel passato, l’idea che ogni gesto sia stato fatto prima di me e meglio, l’idea di sentirmi terribilmente inferiore a quel passato, di non poter comunque mai reggerne il confronto e la totale assenza, in tutti questi mesi, di cenni positivi che mi inducessero a pensare che quei fantasmi non ci fossero più, mentre sappiamo bene che quelli ritorneranno finchè non troveranno essi stessi un nuovo amore a cui dedicarsi.

Ho la mia idea dell’amore e da oggi voglio esser felice quando ne vedrò l’applicazione: essere innamorati equivale ad essere presi dall’altro, mentre amare è donarsi e riceversi, farsi compagnia, fisicamente e spiritualmente: compenetrazione di anime. Beh, io sono più che soddisfatto allora e quando tutto questo disordine nella mia mente sarà passato, potrò dirmi pienamente felice.

Le ultime parole vanno ad un’idea che ho e che, in qualche modo, non mi fa capire perché se con un MIO ragionamento giungo in una direzione (l’allontanamento), l’istinto comunque mi fa agire in direzione opposta. L’istinto mi fa sorridere, il mio istinto mi fa amare, che è quello che voglio. Dunque basta ragionamenti. Agire, amare. C’è qualcosa di immenso che mi possiede: questo innamoramento è così grande che forse semplicemente non riesco più a vederne i confini e, dunque, ho paura.

Voglio salutare una cosa della vecchia vita, la mia vita virtuale: adesso mi sono deciso ad abbatterti perché mi sono sempre aggrappato a te e, di contro, adesso sei l’unico gancio che mi tiene ancorato al primo me. Mi sono promesso di eliminarti non appena avrei trovato un’anima gemella e, dunque, così voglio fare. Non sei un oggetto o una persona, ma andrai via lo stesso perché io l’ho deciso.

Ritrovare me stesso essendo me stesso e da me stesso ripartire.

Adesso metto un punto e vado a capo, ma con me vieni anche TU.

 

Cercherò di non scrivere più qui, né altrove.

Le mie migliori parole, da oggi, avranno un destinatario che non sarò più io (non che voglia perdere me stesso, semplicemente lo ridistribuisco).

 

Dopotutto, se voglio che la pianta cresca devo innaffiarla io per primo.. E forse è proprio quello che ho smesso di fare per semplice dimenticanza o distrazione...

 

L.

blacknightRosa rossa

o in qualsiasi altro modo io mi sia firmato qui sopra negli ultimi quattro anni

 

Ps. Visto P. che alla fine sono fiorite ? Quelle rose, semplicemente, sarebbero cresciute con la mia maturazione. Grazie anche a te.

...

February 25

... in effetti ...

... tutta questa virtualità fa male all'animo ...

necessità di vivere la vita...
necessità di non immaginarla...

le cose cambiano da un altro punto di vista, quello vero...

L.
February 23

... bah ...

in tutta sincerità mi chiedo....

per quale cazzo di motivo io debba ossessionarmi da queste date...

23 febbraio del cazzo
3 marzo del cazzo

machissenefotte ampiamente...

che periodo del cazzo...
qualcuno dall'alto mi ci tiri fuori...

oh, che farei senza di te ...







... oh, notte.

L.

Yes, this is the solo which makes people insane. this is the solo which is the top point of the art named guitar. pulse version of the legend. just the solo...

 
February 20

... lucidità ...

Su questa lurida poltrona
ho riversato i miei scostanti ''arrivederci''
ed ho sentito dentro al cuore
tutta la morte e dopo poco l'infinito.
Non ho più valori forti,
ho allontanato le certezze
e ciò che sento è quasi solo un senso
di bisogno, quasi materno,
delle mani dell'amore pure:
stammi vicina, fiore di seta,
tieni la tua mano su di me
e quando sentirai un sussulto
sarà il muore che, ritrovandoti,
avrà preso di nuovo a brillare
della nostra insolità felicità.

L. Sorriso
February 10

non può...

Respiro e mi siedo a terra.
Mi siedo a terra e respiro.
Non sono triste, non sono felice.
Stasera la pioggia lava via tutto,
idee, paure, pensieri, ricordi.
Non mi ricordo chi sono, che sono
venuto a fare, non mi ricordo più la
strada e perchè mi piova dentro.
Sento solo le gocce che cadono,
l'odore dell'aria che cambia,
non c'è bisogno che mi volti a guardare...
tutto è fermo attorno a me.
Stasera lascio che la musica mi avvolga
e mi scaldi... chiudo gli occhi... e non penso più
a nulla. Non può piovere per sempre.
February 06

:)

Dimentichiamo in fretta quasi tutto e ricordiamo bene poche realtà, per dedicarci con nitidezza a quello che conta veramente.

Non costruiamo teatrini che esistono solo nella nostra mente che ci è scappata di mano; forse così, ci ritroveremo a capire, da soli, che talvolta si può amare ed essere amati anche nella nebbia, che l'amore chiede fiducia. Evitiamo di essere vittime del nostro egoismo, del nostro narcisismo, della nostra superficialità.

(Fran Tarel)

February 05

La notte ti ama.

E tutto può andar male durante il giorno. Puoi morire e risorgere più e più volte nel giro di poche ore. Puoi vedere il tuo ego crollare sotto i colpi di un pensiero. Puoi trovarti disarmato e solo ad affrontare una legione di migliaia e migliaia di soldati a cavallo. Ma poi arriva la notte. C'è un momento della giornata in cui si diventa consapevoli della morte del giorno. Un momento in cui cogli l'impercettibile passaggio alla fase di accettazione: in quel momento sai di non aver più nulla da dare al giorno in chiusura e non ti resta che attendere l'arrivo del sonno. E sai che fino a quando non dormirai andrà tutto bene, perchè la notte è infinita se la vivi sveglio ed immobile, minuscola se dormi. Ma la notte ti ama e anche se dormi sei felice perchè finchè non ti svegli sei silenziosamente consapevole che il tuo corpo è al sicuro, che i sogni anche se orribili sono finti (e non lo capisci come, ma in qualche modo lo sai), che se ti svegli all'improvviso e non vedi nulla sai che hai ancora qualche ora di amore da ricevere. Perchè la notte ti sa amare come non fa nessuno, ti sa cullare come nessuna madre può, ti sa ascoltare e sa darti il sorriso coi suoi silenzi. La notte ti può far crescere e ti può scaldare, sa farti vincere e sa persino consolarti dopo l'ennesima batosta. La notte, per tutto questo, è il rifugio degli animi feriti, dei cuori insoddisfatti e delle grida di dolore che non hanno più voce.
 
Benvenuto, sconosciuto...

E' un peccato che in qualche modo la luce si stia trasformando in ombra

e proiettando il suo velo su tutto ciò che abbiamo saputo.
Inconsapevoli di come si siano sviluppate le classi,
guidati da un cuore di pietra
potremmo trovarci ad esser soli nel sogno dell'orgoglio.
Sulle ali della notte...


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Helen Pieriwrote:
Taoooo!
Davvero carinishimo il tuo blogghetto ^___^
[Passa da mio quando vuoi e se ti va lasciami un commentino]
Ne sarei felice ...
B A S I N I
// Helen \\
Apr. 29
Ciao, bello il tuo blog quando vuoi passa nel mio  
Feb. 22
♥ _Ina.}wrote:
Ciao passavo di qui...e ti ho lasciato un salutino! =P
Se vuoi passa anche da me!
Kiss
Feb. 11
+MoMo+wrote:
Damn Bored
Stay RoCk
Jan. 11
Verowrote:
Ehilà... è da un secolo che non ci si sente...
Ad ogni modo, BUON ANNO NUOVO!! ^^
Ciao ciao.
Jan. 2
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Luigi Baratto

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Due cose riempiono l'animo di ammirazione e venerazione sempre nuove e crescenti quanto più sovente e a lungo si riflette sopra di esse ..

Immanuel Kant - Critica della ragion pratica

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